TOPMARQUES - LANCIA - STRATOS HF CHARDONNET N 6 WINNER RALLY TOUR DE CORSE 1975 B.DARNICHE - A.MAHE

Scala: 1/18
Codice Carmodel: CAR136932
Codice produttore: TOP099C
Colore: RED
Materiale: resina
Anno: 1975
Note: LIMITED EDITION


Disponibilità: Dal 30 Apr
Iva Inc. 229.95
Tasso di cambio: *

In piena epoca di austerity dovuta alla crisi petrolifera, la Lancia fa debuttare nei rally la nuova berlinetta Stratos, definitivamente destinata a prendere il posto nel campionato mondiale della leggendaria Fulvia HF. Questo purosangue vestito da Bertone, fece subito vedere quelle che erano le sue qualità nel corso dei testi di sviluppo svolti nel 1973, in vista dell'esordio avvenuto la stagione successiva. Il nome della Stratos venne ben presto associato a quello del "Drago" Sandro Munari. Il pilota di Cavarzere, con la vettura nella caratteristica livrea nei colori della Marlboro, nel 1974 si impose nella sfida tricolore con lo squadrone Fiat. Al debutto nel Rally d'Italia, la Stratos conquistò il successo proprio con Munari, il quale si ripeté anche in Canada, al Rideau Lakes. Un'altra vittoria la ottiene al Tour de Corse, ma questa volta con il transalpino Jean-Claude Andruet. La casa di Chivasso conquistò così il titolo Marche e lo fece anche l'anno seguente e nel '76. Pur cambiando il colore, che diventò il verde e bianco dello sponsor Alitalia, la Stratos rimase in assoluto la regina. Munari, in quei due anni, riuscì a portare a casa altri quattro successi. Suo il Montecarlo del 1974. Ma nella stessa stagione a imporsi con una vettura gemella furono anche lo svedese Björn Waldegård (due volte a segno) e Bernard Darniche. Nel 1976 Munari vinse ancora a Montecarlo e poi in Portogallo e Corsica, mentre Waldegard si impose al Sanremo. Un vero tripudio per la Stratos HF, che divenne una vera icona. Un concentrato di tecnologia e stile. Questa vettura di Gruppo 4 a trazione posteriore aveva una monoscocca in acciaio e la carrozzeria parzialmente in vetroresina. Il motore, posizionato centralmente dietro, era un V6 di 2.418 cm³ con una potenza di 250 cv a 7.800 giri/minuto nella prima versione, poi estesa a 280 cv a 8.500 giri nella versione del 1976, che aveva raddoppiato il numero di valvole portandole da sei a 12. Il cambio adottato era di tipo manuale a 5 rapporti più la retromarcia. Le sospensioni erano a ruote indipendenti con i bracci oscillanti e barra antirollio. I freni a disco autoventilati. Il tutto per un peso di 910 kg (destinato a scendere a 880 kg) e un passo di 2.180 mm.

Testo di David Tarallo

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